Casa d’Arte Museum

La Casa d’Arte Museum dell’Iterspatium Apertum è nata dalla promozione del Secondo Comitato Celebrazioni dell’Iterspatium Apertum fin dalla costituzione voluta dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali nel 1980 in occasione della Mostra Petricciuoliana dell’Iterspatium Apertum al National Museum of Fine Arts – La Valletta – Malta. L’edificio, ristrutturato e restaurato, raccoglie opere di pittura, scultura, architettura, scenografia, costumi nati alle falde del Vesuvio e a Raggiolo nell'Aretino Toscano, cimeli e documentazioni di Osvaldo Petricciuolo, ed opere dei suoi ex allievi dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Reggio Calabria, Bari delle Scuole di Scenografia, nonché di quelli di Architettura e Progettazione degli Istituti Statali d’Arte di Potenza e di Napoli 2- opere che verranno esposte in periodi alterni nello spirito della diffusione dell’Arte e della Cultura nel mondo.

 

Letture dal vero

"Rinnegare l'astrattismo, il Futurismo e tante conquiste visuali del nostro tempo? No, no, io non rinnego propriamente niente. È semplicemente che mi sono messo a rileggere la natura perché sentii un incontenibile desiderio di riscoprirla, osservarla ancora, abbeverarmi e vivere di quella natura che lasciai nei miei verdi anni quando vagavo per ritrarla e recepire luce e colore, lenendo quella sete di comprendere il perché tra tante e tante foglie d'una stessa pianta non ve ne è una che appaia simile a un'altra e il perché da un'ora all'altra, da attimo a attimo del giorno, tutto cambia di forme e luce. Così dopo tanto tempo: conteggiai di nuovo le tegole dei tetti; tracciati veloci ma spesso anche lente coordinate per la giusta postazione e inclinazione di tanti e tanti punti; osservai il ricamo del muschio sulle rocce, il giogo delle acque impetuose e l'ombre profonde delle selve e dei boschi falciati di improvviso da magici getti luminosi.

Tavole del Casentino

Portarsi nel Casentino, te

Tavole del Casentino

Portarsi nel Casentino, territorio tra i più suggestivi e lussureggianti d’Italia nella regione Toscana, significa subirne il fascino e attrazione fin dalla prima volta che si esplora. Visualizzato con l’ottica d’un artista proveniente dalle terre fiammeggianti dei Campi Flegrei e del Vesuvio, il Casentino si fa riscoprire con la sua rigogliosa vegetazione con le sue perenni metamorfosi. Momenti che rivelano plurimi obiettivi per catturarne fenomeni e mutamenti – "pastore errante, al suono dello zufolo e della cornamusa, spettatore del grande teatro del mundo"…. hai cantato tempeste… assistito alla nascita improvvisa di sorgenti e ruscelli, torrenti, cascate e fiumi … ‘’ Una vigorosa forza ispiratrice mi fece dar di piglio a colori e pennelli per leggere, leggere e leggere fino a frantumare la barriera del tempo ….Il sole era bruciante e, nonostante la postazione d’ombrelloni sul cavalletto, il colore della tempera seccava a vista d’occhio ma le immagini policrome venivan fuori ‘’. Nelle foreste dei Camaldoli, gli erti abeti s’innalzavano a rapire il cielo, in un’ascensionale polifonia corale come il trionfo delle cattedrali gotiche , "il freddo era intenso e tremavo, ma d’improvviso m’apparve un capriolo che con occhi languidi pareva dicesse: non temere, non essere triste, siamo qui tutti a farti compagnia…Che tenerezza quell’essere meraviglioso m’aveva scaldato il cuore".