Osvaldo Petricciuolo

Il Maestro Osvaldo Petricciuolo Leonelli, nasce a Napoli nel 1930. Il suo primo Art Studio sorgerà a Villa Leone alle falde del Vesuvio, mentre nel nuovo millennio fonderà la Casa d'Arte Museum dell'Iterspatium Apertum a Raggiolo tra gli alti monti dell'Aretino toscano.

La poliedrica attività di baritono, attore, regista, scultore, pittore, architetto, scenografo, aperta a un continuo divenire di dialoghi col mondo con il suo Iterspatium Apertum, di cui ne traccerà e firmerà il Manifesto a Rovaniemi in Filandia nel 1970, conduce Petricciuolo a numerose affermazioni internazionali.

Docente di Architettura e Arredamento al 2° Istituto Statale d'Arte di Napoli, presso il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti, iscritto ai corsi di pittura di Emilio Notte, scultura di A. Moteleone e successivamente di scenografia, conseguirà poi il diploma di regia Roma-Basel; i suoi studi sul folklore dei più disparati continenti, la lettura critica delle musiche su testi shakeasperiani e danteschi, la ricerca e l'esecuzione di un repertorio vasto ed inconsueto di musica da camera e operistica antica e moderna, la penetrazione del mondo musicale napoletano delle opere buffe e delle canzoni, sono la testimonianza dei vivi e molteplici interessi culturali ed artistici di una personalità senza dubbio spiccata.

Le iniziali esperienze pittoriche, congiuntamente a quelle di cantante-attore e di regista, lo portano ben presto a maturare soluzioni scenografiche moderne e personali, soprattutto per le opere wagneriane di cui interpreterà la continuità armonica infinita nelle “meteore rotanti”, quasi palcoscenico del dinamismo cosmico, su cui musica-azione-attori possono vivere quell'unità artistica alla quale tanto teneva il grande musicista tedesco.

A circa 38 anni Osvaldo Petricciuolo vanta un'’intensa attività nel campo del concertismo, base essenziale della sua arte e delle incisive facoltà interpretative e in quello del teatro musicale e di prosa, in teatri italiani ed esteri quali La Fenice di Venezia, Il Real Teatro San Carlo di Napoli, l’Opera di Dublino, il Teatro Verde dell’isola di San Giorgio a Venezia, il Teatro Massimo di Palermo ecc., o presso le Stazioni Radiofoniche, Televisive e Auditorium di Dublino, Hilversum, Londra, Stoccolma, Helsinki, Roma, Napoli, Milano, Torino, Venezia, Firenze, Bologna, Perugia, Reggio Calabria, Messina, Palermo, Catanzaro, Salerno, Pompei, Capri, Ischia, ecc.

Vincitore ai Tornei radiofonici della radiotelevisione italiana e alle audizioni dell'Accademia Musicale Napoletana “A. Casella” nel 1952, quale migliore interprete di musica da camera, viene prescelto dalla Casa Discografica “La Voce del Padrone” insieme ad altri notissimi artisti, quale intreprete della famosa “Antologia della Canzone Napoletana”, ove dispiegherà in mirabile sintesi tutto il canto ora dolcemente malinconico ora tragico dell'anima napoletana: la grande suggestione che Petricciuolo sa creare per la canzone “O’ Munasterio” degli struggenti versi di Salvatore Di Giacomo, rimarrà come raro documento d’arte.

Risulta quindi vincitore per il bozzetto “Omaggio a Partenope’’ per la “Piedigrotta del 1959” indetta dall’Ente Provinciale del Turismo di Napoli; progetta e dirige le scenografie dell’VIII, IX e X Festival della Canzone Napoletana (quest'’ultimo condiviso con il collega Sirio Giametta)  al Teatro Mediterraneo realizzate in Eurovisione presso la Mostra d’Oltremare di Napoli.

Lo vediamo quindi impegnato in una vasta produzione di scenografie e costumi ne:

• “I Persiani” di Eschilo (1955) per il teatro greco di Siracusa esposti al Palazzo delle Prigioni a Venezia per la VI Mostra Nazionale di Scenografia;

• “La Passione e Resurrezione di Gesù Cristo concepita per la Piazza del Plebiscito di NAPOLI;

• il ‘‘Gianni Schicchi’’ di Puccini, esposto anch’esso alla VI Mostra Nazionale di Scenografia al Palazzo delle Prigioni a Venezia;

• “L’Imperatore Jones di O' Neill”; il “Giulio Cesare” di Shakespeare; ‘‘Come lui mentì al marito di lei” di G.B. Shaw per il Teatro Mediterraneo alla Mostra d’Oltremare di Napoli;

• “Il Combattimento di Tancredi e Clorinda’’ di Monteverdi alla Reggia di Caserta.

È Direttore Artistico de I Commedianti del Castello Angioino, in collaborazione col Centro Internazionale del Teatro Musicale da Camera; quindi rappresentante a Napoli del Sindacato Scenografi del Teatro di cui fu massimo esponente Enrico Prampolini.

Nel 1959 è alla Katholic Radio Omroep Kro radiotelevisione olandese di Hilversum, quale interprete del Rigoletto di G. Verdi.

Celebri le sue interpretazioni come baritono nei maggiori teatri d’Italia e d’Europa nel repertorio di C. Monteverdi ne Il Combattimento di Tancredi e Clorinda, L’Incoronazione di Poppea, Orfeo, o di D. Cimarosa ne Il Mercato di Malmantile, Le astuzie femminili, Il Maestro di Cappella, I Tre Amanti, Gianna e Bernardone, Il Matrimonio Segreto, a G.B. Pergolesi ne Il Flaminio, a R. Da Capua ne La Zingara, a T. Traetta ne Le Serve Rivali, a G. Paisiello, Il Mondo della Luna, a L. Leo in Amor vuol Sofferenza, a W.A. Mozart in Don Giovanni, Così fan tutte, a Rossini ne Il Barbiere di Siviglia, La Cenerentola, La Pietra di Paragone, a G. Donizzeti con Lucia Di Lamermoor, L’Elisir d’Amore, Don Pasquale, a G. Verdi con Rigoletto, Simon Boccanegra, Don Carlos, Otello, Machbet, Falstaff, Un Ballo in Maschera, Nabucco, La Traviata, Il Trovatore, Aida, a J. Massenet in Manon, a C. Gounod in Faust, a G. Bizet in Carmen, a R. Leoncavallo ne I Pagliacci, a G.Puccini con La Bohème, Madama Butterfly, Gianni Schicci, Tabarro, a G.F. Malipiero in San Francesco, Sor Todaro, Giulio Cesare, a O. Respighi in Maria Egiziaca, Il Ladro e la Zitella, Il Telefono, ad U.Giordano, in Andrea Chénier, Madame Sans-gene, ad E.W. Ferrari ne Il Segreto di Susanna, ad F. Krenek in Karl V, ad A.Honneger in Giuditta a L.Chailly in Una domanda di matrimonio, ad O. Calbi ne Il Ritorno, ad E. De Bellis in I due Pierrots, Il Faro, Suor Manuela, a E. Bloch in Machbet, a V. Frazzi in Re Lear, a G. Ramous in Orfeo Anno Domini MCMXLVII, a F. Alfano in Resurrezione, a D. Milhaud in Cristoforo Colombo.

Fonda il “Centro Italiano di Arte, Cultura, Spettacolo – CIDACS” (1961), a cui aderiscono i maggiori esponenti dell’arte: il Premio Nobel Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale, Marino Marini, Enrico Prampolini, Gino Severini, Goffredo Petrassi, Felice Casorati, Gino Cervi.

Non si considera un '‘divo’' nè tale vuol essere considerato, proprio in virtù di precise concezioni critiche, di profonde esigenze di gusto e della conoscenza dei più validi testi delle arti moderne.

Pertanto nell’ottobre 1963, firmerà il “Manifesto degli incontri artistici Internazionali” con la “I Esposizione Internazionale di Scenografia Contemporanea” a Napoli, con 18 Nazioni partecipanti insieme a famosi artisti tra cui Pablo Picasso, George Braque, Roman Clemens, Mario Anghelopoulos, Anton Giulio Bragaglia, Fortunato De Pero, Giorgio De Chirico, Guido Marussig, Stelio Di Bello, Giacomo Balla e tanti altri.

Dal celebre baritono Titta Ruffo – che presagì le affermazioni di Petricciuolo nella lirica – a Enrico Prampolini – che individuerà nel Maestro gli alti valori delle sue originali e stupefacenti invenzioni per lo spazio scenico, con una scenografia finalmente  moderna in Italia – Mario Sironi, Margherita Wallman, Mario Rossi, riconosceranno e apprezzeranno le qualità artistiche anche nella pittura.

Proprio con le “Celebrazioni per le Onoranze a Enrico Prampolini” (1966-1967) per il Decennale della scomparsa, Petricciuolo traccerà un piano di diffusione internazionale dell’Arte Italiana sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica On. Giuseppe Saragat.

Il 27 dicembre 1967 sarà al Teatro Nazionale dell’Opera di Sofia in Bulgaria per realizzare la grandiosa messainscena plastico-cromatica-architettonica del “Nabucco” di Giuseppe Verdi con oltre 360 esecuzioni, in prima esecuzione mondiale in lingua bulgara.

L'incontro con il teatro di Wagner permetterà a Petricciuolo di progettare la fantastica messainscena plastico-architettonica de “L’Oro del Reno” e della “Walkiria” su invito del Maestro Lovro Von Matacic all’Hopernhaus di Frankfurt in Germania penetrando nel mondo mitico e leggendario dagli echi e temi musicali infiniti dell’arte del Maestro di Bayreuth.

Con Joseph Grima, Direttore della Polifonica di Napoli suo fraterno amico, esegue l’Autunno Musicale dell’Opera Napoletana” del ‘600/’700 ed è protagonista come baritono della “Luke’s Passion” di H. Schutz nella storica Basilica dello Spirito Santo a Napoli nel 1968.

Parteciperà su invito a numerose esposizioni nazionali ed internazionali: quelle antologiche nel duecentesco Arengario di Monza (1969). Quindi sarà a Castelnuovo di Napoli per la Mostra d’Arte Sacra, nonché alla ‘”IV Biennale d’Arte” all’Antoniano di Bologna.

Al Palazzo Reale di Napoli nel febbraio 1969 espone il plastico architettonico per “Telecineteatro Quadrimensionale” – IV Rassegna d’Arte del Mezzogiorno. Mentre la Mostra d’Oltremare di Napoli – I Maestri dell’arte contemporanea – celebra i “Dieci anni di pittura di Osvaldo Petricciuolo” (14-23 novembre 1970) con la critica di Gino Grassi.

Al real Teatro San Carlo di Napoli, Petricciuolo realizzerà l'’impianto scenoplastico-luministico per “Il Telefono” di Giancarlo Menotti nella stagione lirica 1970-1971.

Nel 1973 risulta vincitore per la pittura al Concorso Nazionale dell’Università di Genova per l'ideazione e la realizzazione di opere d’arte per il nuovo edificio sede degli istituti di clinica chirurgica e patologia speciale chirurgica, bandito dal Ministero della Pubblica Istruzione (Gazzetta Ufficiale R.I. n.162 del 26.06.1972).

La seria preparazione filologica, l’'impegno professionale, lo condurranno all'edizione della “Versailles d’Italia”( 1974) per la rivalutazione della Reggia di Caserta promuovendo  mostre antologiche di “Le Corbousier” e di Frank. L. Wright.

La fantasia di Petricciuolo proietta le forme fuori le leggi euclidee, su direttive spaziali inventate, con effetti moltiplicatori che lasciano invulnerata la facoltà ricettiva dell'osservatore. E poiché la scansione delle forme coglie il loro divenire, ne sortisce una suggestione temporale che richiama il senso di un continuum fenomenico''(A.MIELE)

In omaggio a Martin Luther King nel 1982 interpreta i Negro Spirituals con la collaborazione pianistica di Joseph Grima; quindi celebra il poeta Virgilio con l’Edizione Discografica de l’Eneide (Libro I e II) negli studi della storica casa musicale napoletana Phonotype Record: sue anche le copertine in collage in tricromia con scritti di Domenico Rea, Giuseppe Galasso, Monsignor H. Edoardo Coleiro.

Seguiranno i CD una voce per Dante con il XXIII canto dell’Inferno sul Conte Ugolino; il “Copernico”, le “Ricordanze” e “La Ginestra” per le Celebrazioni Leopardiane (2008); il “Caino di Byron”, le Laudes del Duecento.

Non possono sfuggire le Celebrazioni Eurointercontinentali di onoranze per l’VIII Centenario della nascita di Federico II di Svevia, ambientate sugli spalti di Castel dell’Ovo a Napoli dove Osvaldo Petricciuolo sarà regista ed interprete del “Corradino” di F.S. SALFI, de “L’Enrico IV” di Pirandello, e della “Rejina Jano” di F. Mistral. Per il Bimillenario della nascita di Gesù (2000-2001) a Raggiolo in Arezzo svilupperà la mostra antologica su “Storia di Giovanni Battista e di Gesù”.

Ma il nostro artista ci svela che ha trovato la sua felicità di operare non nelle tappe dove le sue opere sono riuscite a stupire la gente, ma tra la gioventù che ha tenuto con sé come titolare di tre cattedre di Scenografia presso le Accademie di Belle Arti di Reggio Calabria, Bari e Napoli: “Nei miei quarant’anni di insegnamento ho avuto la migliore gioventù d’Italia!”, alla quale ha trasmesso il messaggio iterspaziale.

Di lui hanno scritto: Gino Grassi, Carlo Giulio Argan, Filiberto Menna, Sirio Giametta, Stelio Di Bello, Armando Miele, Marco di Capua e tanti altri.

Collezioni pubbliche: Banco di Napoli, Mostra d’Oltremare di Napoli, Gallerie civiche di Monza, Provincia di Napoli, Palazzo Reale di Napoli, Teatro San Carlo di Napoli, Radiotelevisione italiana, Ministero della Marina Mercantile di Roma, Teatro Nazionale dell’Opera di Sofia, La Fenice di Venezia, Teatro Colon di Buenos Aires, National Museum of Fine Arts, La Valletta (Malta).

Collezioni private: Zurigo, Caracas, Sofia, Città del Messico, Helsinky, New York, Londra, Parigi, La Valletta, Napoli, Stoccolma, Ginevra, Roma, Milano, Torino, Firenze, Arezzo, Venezia, Bergamo, Perugia, Foligno, Monza, Pescara, Capri, Sorrento.