Portarsi nel Casentino, territorio tra i più suggestivi e lussureggianti d’Italia nella regione Toscana, significa subirne il fascino e attrazione fin dalla prima volta che si esplora. Visualizzato con l’ottica d’un artista proveniente dalle terre fiammeggianti dei Campi Flegrei e del Vesuvio, il Casentino si fa riscoprire con la sua rigogliosa vegetazione con le sue perenni metamorfosi. Momenti che rivelano plurimi obiettivi per catturarne fenomeni e mutamenti – "pastore errante, al suono dello zufolo e della cornamusa, spettatore del grande teatro del mundo"…. hai cantato tempeste… assistito alla nascita improvvisa di sorgenti e ruscelli, torrenti, cascate e fiumi … ‘’ Una vigorosa forza ispiratrice mi fece dar di piglio a colori e pennelli per leggere, leggere e leggere fino a frantumare la barriera del tempo ….Il sole era bruciante e, nonostante la postazione d’ombrelloni sul cavalletto, il colore della tempera seccava a vista d’occhio ma le immagini policrome venivan fuori ‘’. Nelle foreste dei Camaldoli, gli erti abeti s’innalzavano a rapire il cielo, in un’ascensionale polifonia corale come il trionfo delle cattedrali gotiche , "il freddo era intenso e tremavo, ma d’improvviso m’apparve un capriolo che con occhi languidi pareva dicesse: non temere, non essere triste, siamo qui tutti a farti compagnia…Che tenerezza quell’essere meraviglioso m’aveva scaldato il cuore".