Rappresentato al tetro di corte  è’ il titolo di un madrigale rappresentativo di Claudio Monteverdi, su testo del Tassom, per soprano (Clorinda) e due tenori (testo e Tancredi). Composta nel 1624, commissionata da Girolamo Mocenigo in occasione del carnevale, fa parte dell'ottavo libro di madrigali guerrieri et amorosi pubblicato nel 1638. Il dramma riprende le vicende narrate nel canto XII della Gerusalemme Liberata, in cui il cavaliere cristiano Tancredi, innamorato di Clorinda, guerriera musulmana, viene costretto dalla sorte a battersi in duello proprio con lei e ad ucciderla. In punto di morte Clorinda si converte e, battezzata, affronta con serenità il trapasso: s'apre il cielo; io vado in pace. In quest'opera, che costituisce una pietra miliare nella storia della musica drammatica del XVII secolo, Monteverdi sperimenta soluzioni musicali nuove, con l'orchestra e le voci che formano due entità separate, e agiscono come copia una dell'altra. Probabilmente monteverdi fu ispirato a provare questo arrangiamento dalle due balconate opposte di San Marco, che avevano ispirato musica simile ad altri compositori, come Giovanni Gabrieli.  Antefatto del Canto XII della Gerusalemme Liberata ovvero dal consiglio di Goffredo di Buglione alle battaglie sotto le mura di Gerusalemme. Nella seconda parte, durante il combattimento di Tancredi e Clorinda di Monteverdi: l’azione scenica con il motivo delle armi si intreccia con il motivo dell’amore in un crescendo spesso drammatici e appassionati, che trovano proprio nel combattimento fra Tancredi e Clorinda la rappresentazione più perfetta e sublime. “Tancredi Prenze di Salerno’’ novella I della IV giornata del Decameron di Giovanni Boccaccio.

La sceneggiatura, l'adattamento, i costumi, la regia e la scenografia furono realizzati da Osvaldo Petricciuolo per la corte interna del castello angioino di Napoli (1956), successivamente venne riproposta nella cornice  del Teatro di Corte della Reggia di Caserta per la stagione lirica 1966-67.