"Rinnegare l'astrattismo, il Futurismo e tante conquiste visuali del nostro tempo? No, no, io non rinnego propriamente niente. È semplicemente che mi sono messo a rileggere la natura perché sentii un incontenibile desiderio di riscoprirla, osservarla ancora, abbeverarmi e vivere di quella natura che lasciai nei miei verdi anni quando vagavo per ritrarla e recepire luce e colore, lenendo quella sete di comprendere il perché tra tante e tante foglie d'una stessa pianta non ve ne è una che appaia simile a un'altra e il perché da un'ora all'altra, da attimo a attimo del giorno, tutto cambia di forme e luce. Così dopo tanto tempo: conteggiai di nuovo le tegole dei tetti; tracciati veloci ma spesso anche lente coordinate per la giusta postazione e inclinazione di tanti e tanti punti; osservai il ricamo del muschio sulle rocce, il giogo delle acque impetuose e l'ombre profonde delle selve e dei boschi falciati di improvviso da magici getti luminosi.